YES, WE ARE: L'OCCHIO SULLA CITTÁ

Il progetto fotografico “YES, WE ARE: L’OCCHIO SULLA CITTA’” nasce da una riflessione sugli smartphone e su come non si riesca più a vivere senza.

Emancipati ma anche compressi da questo mezzo che ha molteplici funzioni, tra cui la fotocamera.

La particolarità del progetto risiede nel fatto che tutte le foto stampate sono state scattate con uno smartphone tra il 2017/2018 tra la strada, gli autobus, treni e stazioni ferroviarie.

Lo strumento utilizzato permette di cogliere l’attimo, immortalare il momento (cosa che con la macchina fotografica tradizionale risulterebbe più difficile, soprattutto in movimento).

In questa mia ricerca introspettiva attraverso le immagini, il soggetto urbano è il protagonista, autobus, strade, stazioni e persone che li vivono, in un susseguirsi di sovrapposizioni di immagini generate dai riflessi del vetro dell’autobus o di ombre sull’asfalto.

La mostra si articola in molteplici giochi di specchi e riflessi, nel sovrapporsi di più realtà, nel tentativo continuo di cercare noi stessi attraverso gli altri in un costante susseguirsi di immagini.

Lo schermo del telefono finisce esso stesso per diventare uno specchio che riflette le nostre vite, in un gioco di verità dove il soggetto che ritrae, diventa esso stesso ritratto della realtà che vuole catturare. Tentando di immortalare gli altri immortaliamo il nostro sguardo sugli altri, cercando gli altri troviamo noi stessi e trovando noi stessi scopriamo gli altri.

La presenza di cantieri e lavori in corso, spesso ritratti dall’interno dei mezzi, rimanda ancora ad un gioco di specchi. La città che diventa prigioniera delle transenne riflette la nostra prigionia esistenziale e le maschere delle persone che la abitano. 

Gli spazi interni ed esterni si mescolano, in alcuni casi rendendo difficile capire dove finisce uno ed inizia l’altro, riflette il mescolarsi dell’interiorità e dell’esteriorità in noi.

La realtà oggettiva altro non è che essa stessa frutto di un filtro che ne facciamo, ed è quindi un mistero che scopriamo e inventiamo di continuo, in un continuo movimento.

L’unica nota di colore è rappresentata dall’ultima foto, dove il rosso fa da padrone, e simboleggia l’ispirazione, quel sacro fuoco che alberga in ognuno di noi e che abbiamo il dovere di alimentare.

 

“La vita è una continua sperimentazione e una continua sovrapposizione di immagini in bianco e nero.” 

 

Sara Allegrini

© 2020 Sara Allegrini. Proudly created by Monica Brini

SARA

ALLE

GRINI